mercoledì 4 gennaio 2012

Thailandia, piede amputato in un incidente Per operarlo aspettano 12 ore: non è assicurato


Thailandia, piede amputato in un incidente
Per operarlo aspettano 12 ore: non è assicurato

Il ritardo nell'intervento potrebbe pregiudicare l'uso dell'arto
In Gallura parte la colletta per pagare le spese mediche

Alessandro Amadori, il ventisettenne vittima del caso di malasanità tailandese (da Facebook)Alessandro Amadori, il ventisettenne vittima del caso di malasanità tailandese (da Facebook)

MILANO - Ha perso il piede in un incidente. Ma in ospedale hanno atteso 12 ore prima di ricomporre l'amputazione, pregiudicando così l'uso dell'arto. È successo al Bangkok Hospital di Phuket, in Thailandia. Alessandro Amadori, ventisettenne di Olbia, era stato vittima di un incidente stradale. Ma non avendo l'assicurazione, avrebbe dovuto pagare il costo dell'operazione in contanti: 20mila euro. Soldi che né lui né i genitori avevano. E senza soldi in Thailandia non si fanno interventi.
L'INTERVENTO DEL CONSOLE - È stato il console italiano a Phuket ad anticipare i quattromila euro necessari a convincere la struttura medica a procedere all'intervento. Ma il tempo trascorso è stato troppo, e la sua situazione clinica è peggiorata. Lo spettro di un rigetto dell'arto si è fatto più concreto. Ora, per saldare il conto, riportare in casa il ragazzo e pagare le spese mediche necessarie ad affrontare le ulteriori cure è partita una gara di solidarietà.
VACANZE SFORTUNATE - Amadori stava trascorrendo al caldo le vacanze di fine anno con un gruppi di amici, ma era partito dall'Italia senza stipulare la polizza che in Thailandia è obbligatoria in caso di emergenze sanitarie. Coinvolto in un incidente stradale, è finito con lo scooter noleggiato in albergo su un guard rail, subendo gravi danni al piede sinistro rimasto stritolato tra le lamiere. Nella prima operazione i chirurghi avevano cercato di riattaccare l'arto, ricongiungendo arteria e vene, ma purtroppo il tentativo è fallito. «Della possibilità di un rigetto se ne era parlato sin da subito - spiega all'Ansa Marco Onnis, zio del giovane - L'intervento è stato fatto per salvare il possibile, un tentativo che sfortunatamente è andato a vuoto».
LA COLLETTA - Nel frattempo è partita la colletta (anche online e su Facebook) per aiutare la famiglia. Il padre è muratore, la madre addetta alle pulizie e difficilmente potrebbero far fronte alle spese ospedaliere. Cittadinanzattiva, associazioni di volontariato e sportive, semplici cittadini e politici si sono mobilitati aprendo anche un apposito conto corrente bancario: finora sono stati raccolti circa 20.000 euro, ma potrebbero non bastare. Per questo nei prossimi giorni sono in programma concerti e spettacoli in tutta la Gallura per nuove adesioni.

fonte:  Corriere.it

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