domenica 16 marzo 2014

Voglio andare a vivere in Tailandia, trovare lavoro in Tailandia, cercare casa in Tailandia, aprire un’attività in Tailandia

Il Regno del Siam, ovvero la Tailandia, per cambiare orizzonti e paesaggi.
La Tailandia è un paese molto accogliente, con paesaggi sontuosi: basti pensare alle lunghe spiagge e ai bellissimi lagoni di mare di Phuket o alla giungla tropicale. Con Bangkok, il paese offre una piazza economica importante per aprire un impresa, approfittando di mano d’opera qualificata e non cara a livello di costi di produzione. Da Bangkok, inoltre, l’apertura sul mercato asiatico è assicurata. Sono molti anche i pensionati che hanno trovato in Tailandia un quadro di vita eccezionale e vivono una pensione dorata.

Diventata monarchia costituzionale nel 1939, la Tailandia è suddivisa in 76 provincie amministrative. È sulle pianure più fertili che si addensa la popolazione locale. Del resto, la coltura, la trasformazione e l’esportazione dei prodotti agricoli è la principale fonte di ricchezza del paese, soprattutto l’allevamento estensivo di gamberetti. È, inoltre, al fiume Chao Praya, il più lungo di Tailandia, che i tailandesi devono la loro fonte di vita. Anche il turismo rappresenta un atout importante. Il paese impregnato di cultura buddista offre una ricchezza nelle arti, la danza, la pittura, l’artigianato e la profumata, speziata cucina.
Per la maggioranza degli italiani Tailandia fa rima con Bangkok e Phuket. Che dire di quest’ultima, vero e proprio paradiso in terra? Phuket a 867 chilometri a Sud di Bangkok, è la più grande isola della Tailandia e una delle prime stagioni balneari tropicali al mondo. Collegata al continente da una strada, la sua costa bordata di spiagge di sabbia bianca, di piccole e deliziose baie bagnate dalle acque blu del Mare Andaman è addossata a verdi colline, e fiancheggiata da file interminabili di palme di cocco e piantagioni di alberi della gomma. La sua ricchezza proveniva un tempo dal commercio del caucciù e dal fatto di trovarsi su una delle rotte principali del commercio tra le Indie e la Cina. Oggi le sue spiagge di palme, un mare costellato di isole, dei resort superbi, i suoi deliziosi frutti di mare e le numerose attività sportive e del tempo libero e, naturalmente, il sole tutto l’anno, costituiscono gli ingredienti della ricetta dell’isola, che attira i connazionali non soltanto in viaggio di piacere. Da ricordare, nonostante il sole brilli tutto l’anno, Phuket ha due principali stagioni: la stagione delle piogge (da maggio a ottobre) e la stagione calda (da novembre aprile). Chi parte per la prima volta in vacanza, sia avvisato. Bangkok, metropoli dinamica e impregnata di cultura thai è il centro spirituale, culturale, diplomatico, commerciale e dell’istruzione della Tailandia. Nel corso degli ultimi decenni, la capitale è diventata una città moderna, trepidante e sofisticata, sapendo mantenere intatta la ricchezza della sua cultura e tradizioni. Sono almeno 400 i sontuosi templi buddisti. Vi sono poi i magnifici palazzi, modernissimi centri commerciali e altri luoghi “sacri” deputati alla tradizione culturale, come la danza. Soprannominata la “Venezia d’Oriente”, quando si arriva a Bangkok è irrinunciabile la passeggiata in barca lungo i canali o lungo il fiume Chao Phraya. Se all’inizio lo scopo è un giro d’ispezione, non potrete fare a meno di visitare gli splendidi monumenti della città, oltre ai templi e santuari, ad esempio, il magnifico Wat Phra Kaeo, che ospita il Buddha di smeraldo o il Palazzo Vimanmek (La Residenza Celeste), il più grande edificio del mondo costruito in legno tek.

E c’è poi una cucina tutta da provare. Sebbene noi italiani siamo piuttosto “fondamentalisti” in fatto di palato, non si potrà non restare deliziati dal matrimonio perfetto tra l’influenza secolare d’Oriente e l’Occidente. Gli ingredienti fondamentali? La fauna acquatica, il riso, le piante e le erbe aromatiche, la cottura al vapore e alla griglia.
L’espatrio in Tailandia deve essere studiato minuziosamente e, soltanto una volta sul posto, si potranno veramente valutare le condizioni di vita più favorevoli. Innanzitutto, preparatevi da un punto di vista linguistico. L’inglese è d’obbligo e anche il Thai (che potete però perfezionare in loco). I viaggiatori in arrivo in Tailandia devono essere in possesso del passaporto valido 6 mesi, il biglietto aereo di andata e ritorno, denaro che permetta il mantenimento. Un visto rilasciato dall’ambasciata tailandese (www.thaiembassy.it) o dal consolato sarà obbligatorio se la permanenza sfora i 30 giorni. I visti per i soggiorni più lunghi vanno richiesti all’ambasciata o ai consolati. Ne esistono vari, tra questi il turistico singolo (valido fino a 60 giorni “allungabili” di altri 30 in Tailandia); il cosiddetto multy-entry (permette due entrate da 60 giorni estendibili ogni volta per altri 30). Vi sono poi altri tipi di visti, come quelli per gli uomini d’affari, i dipendenti e gli studenti*.
Oltre alle autorità tailandesi in Italia, l’ufficio dell’Immigrazione tailandese fornisce preziose informazioni (www.immigration.go.th).
La moneta è il bath e ultimamente l’euro ha perso un po’ del suo valore, siamo a circa 1€= 40 baht, contro i 47 precedenti. Aprire un contro in banca non è complicato per uno straniero. Lo si può fare in diverse valute. I residenti devono presentare: passaporto, permesso di lavoro o visto valido almeno 3 mesi, giustificativo di domicilio, certificato di scolarità (per gli studenti). Per i non residenti basta il passaporto in corso di validità. Tra le banche principali: Bangkok Bank (www.bangkokbank.com); Central Bank of Thailand(www.bot.or.th); HSBC Thailand (www.hsbc.co.th);Citibank Thailand (www.citibank.co.th); Siam Bank(www.scb.co.th). Se si pensa di sostare un po’ più a lungo in quest’affascinante paese, la questione sanitaria diventa d’attualità. Intanto, rimettete in ordine i vaccini classici (difterite, tetano, poliomelite …) e poi sappiate che il paludismo è ancora diffuso, ma soprattutto nelle regioni settentrionali, al confine con Laos e Cambogia. Per quanto riguarda l’assistenza sanitaria è buon sapere che le strutture sanitarie tailandese sono di buon livello, almeno negli agglomerati urbani e nei centri turistici più popolari. Il settore pubblico copre circa il 70% dei servizi. Il sito del Ministero della sanità potrà esservi d’aiuto in caso di dubbi su vaccini o modalità di prevenzione, una volta sul posto (http://eng.moph.go.th).

La Dogana. Questa voce è molto importante per un posto come la Tailandia, dove si può rischiare “grosso” se per ignoranza o buona fede s’infila in valigia “qualche oggetto proibito”, prendete nota:
  • Valuta. Tutte le valute pari a un montante superiore ai 15.000 € devono essere dichiarate.
  • I prodotti proibiti. Ogni tipo di droga; articoli o oggetti di carattere pornografico; tutte le contraffazioni (siamo nel regno delle copie dei vari L.V. D&G e Co); gli animali di specie protette. È bene ricordare che chi non rispetti la legge sulle droghe illecite rischia la pena di morte.
  • Permessi per attività di import-export. Per chi intendesse dedicarsi al commercio, ad esempio dell’artigianato, deve sapere che su alcuni oggetti vige l’obbligo di un permesso previo, come: immagini di Buddha, arte religiosa o antica; armi, pallottole e affini; piante e materiali vegetali; animali in vita e prodotti provenienti dagli animali; alimentazione e medicine; sigari, sigarette e alcool; equipaggiamento di telecomunicazione e wi-fi.
Uno dei siti da consultare in Tailandia per l’ultima voce è laDogana dell’aeroporto internazionale di Bangkok(www.airportsuvarnabhumi.com/category/airport-customs).
Nota bene: le autorità tailandesi possono cambiare in qualsiasi momento le “regole del gioco”, informarsi bene negli uffici appositi, prima di acquistare biglietti aerei o prendere importanti e “dispendiose” decisioni.
Trovare alloggio in Tailandia non è difficile. Sono numerose le tipologie che si possono trovare, dall’appartamento alla villa singola. Su Bangkok, valutate bene i quartieri. Tra questi, segnaliamo:Sukhumvit (sulla Rive Gauche, dinamico, commerciante, animato) è ben servito da metro e treno e offre molti appartamenti di alto standing; Silom/Sathorm(ottimamente collegato con i mezzi pubblici): Il Quartiere degli affari (molto vivace con negozi, ristorantini e un’interessante vita culturale); Rathchadapisek (residenziale, decentrato, calmo ma un po’ più caro). La fluttuazione dei prezzi dipende dai quartieri, la superficie, lo standing e le prestazioni. I prezzi sono elevati rispetto al livello di vita dei tailandesi, ma decisamente accessibili per gli stranieri abituati agli standard occidentali: a partire da 500€ si può affittare una villa in periferia e aggiungendo qualche centinaio di euro si ha a disposizione anche la servitù. Ma i prezzi possono anche scendere a 250 euro, persino vicino alle prestigiose spiagge di Phuket o Pattaya. Tra i siti in cui si possono trovare alloggi in affitto e acquisto figurano i media: www.bangkokpost.com,www.nationmultimedia.comwww.phuketgazette.net e le agenzie: www.century21.co.th,www.thaiapartment.comwww.roominbangkok.comhttp://bangkok.craigslist.co.th
Per poter lavorare in Tailandia, dovete richiedere un visto specifico prima dell’espatrio e all’arrivo in Tailandia effettuare una domanda di permesso di lavoro. Per la trafila e i documenti richiesti, contattate, oltre alle autorità tailandesi in Italia: l’Ufficio d’Immigrazione di Bangkok e One Stop Service Center (www.onestopservices.org). Tenete presente, comunque che l’ottenimento di un posto di lavoro in Tailandia è sottomesso a regole “rigide” e “draconiane”. L’economia negli ultimi anni, inoltre, viaggia a velocità ridotta, a causa degli ultimi avvenimenti climatici e all’instabilità politica. I settori che assumono forza lavoro straniera sono: gastronomia europea, insegnamento (ma qui i madre lingua italiani sono svantaggiati, perché è richiesto prettamente l’inglese), l’informatica, attività sportive utili per i siti turistici. Se le cose non sono cambiate, il salario minimo fissato dal Governo tailandese per gli “stranieri” è pari a 1.000 € al mese e contando che la vita è molto meno cara che in Europa, i più dovrebbero starci comodamente dentro.

Aprire un’attività propria equivale sottoporsi a una vera e propria corsa ad ostacoli, ma, può valerne la pena. Il capitale minimo richiesto è pari a 40.000 euro. Alcune attività – vedi la lista sul sito del Board of Investment of Tailandia(www.boi.go.th/english) – godono poi di particolari aiuti da parte delle autorità. Neanche a dirlo, molti degli imprenditori stranieri stabilitisi in Tailandia hanno beneficiato dei deboli costi di produzione dei loro prodotti e hanno largamente guadagnato in competitività sul mercato internazionale.

Italiani in Tailandia

Tra i siti più completi curati dai connazionali stabilitisi sulle sponde dell’Oceano Indiano, abbiamo trovato molto utilewww.quiphuket.it, dove Micaela, che vive a Phuket, racconta molte cose interessanti sulla Perla del Sud, dà informazioni utili e ha persino redatto una mappa interattiva per localizzare i compatrioti attivi sull’isola, soprattutto nella ristorazione! Non si sa mai che lontani da casa, e seppur circondati dai prelibati, profumati, speziati piatti Thai, venisse voglia di una “bella pizza margherita”.

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